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giovedì 25 maggio 2023

Il glifosato

Cos'è il glifosato?

Il glifosato è un erbicida introdotto negli anni Settanta dalla multinazionale Monsanto, e venduto sotto il nome di "Roundup". Ha avuto una forte diffusione perché alcune piante geneticamente modificate sono in grado di resistergli. Distribuendolo sul terreno interessato si eliminano erbacce e piante tranne quella che gli è resistente. 

                                                                   Roundup

 Il glifosato è l'erbicida più utilizzato al mondo, ma uno studio in cui a dei ratti questo viene somministrato, ne dimostra la possibile cancerogenicità: ma l'articolo del 2012 dove veniva esplicato questo studio è stato in seguito ritrattato, e i dati sono mai stati replicati in studi di qualità superiore. Benché gli studi siano stati ritrattati, l' IARC di Lione lo ha classificato nel gruppo 2A dei possibili cancerogeni. FAO invece ha espresso un giudizio più rassicurante, ma comunque prevedendo  norme di cautela; come il divieto di usarlo in zone densamente popolate. Negli anni il glifosato ha continuato ad essere studiato, e dibattuto internazionalmente. Inoltre secondo delle ricerche, rimarrebbero tracce di glifosato nel cibo, sopratutto nella pasta che mangiamo (talvolta più, talvolta meno), risultando così pericolosa per l'essere umano.

Per approfondimenti 

La deforestazione per creare pascoli ed allevamenti.

Perché disboschiamo?

Le foreste vengono disboscate soprattutto per ricavare terreni e pascoli destinati agli allevamenti di animali, oppure per coltivare vegetali destinati alla produzione di mangimi, sempre per gli animali degli allevamenti.  



                                                               WFF: foto deforestazione

La deforestazione ci espone anche essa a rischi sanitari, come la diffusione di zoonosi: malattie di origine animale. Le zoonosi si diffondono quando un animale selvatico ed infetto, entra in contatto con persone o animali domestici. Nelle zone deforestate gli animali selvatici sono a contatto con animali e persone, aumentando così il rischio di trasmissione di zoonosi.


Ogni anno spariscono in media 10 milioni ettari di foresta, la maggior causa è l'allevamento commerciale, ed l'agricoltura in gran parte  destinata al mangime.

Altre conseguenze della deforestazione, vanno dalla perdita di suolo fertile, alla desertificazione, alla modifica di interi ecosistemi che porta ad una grave perdita di biodiversità.


martedì 23 maggio 2023

I rischi per l'uomo: la trasmissione animale uomo di malattie

Oggi vorrei parlare di quelli che sono i rischi per la salute umana causata dagli allevamenti intensivi: 

le malattie trasmettibili da animali ad uomo.

Tra le conseguenze più eclatanti degli allevamenti intensivi troviamo sicuramente esempi di epidemie come la mucca pazza, le varie SARS e la peste suina. Ma andiamo ad analizzarle e in che modo queste sono state aggravate da questo tipo di allevamento.
 
Attraverso la minaccia epidemiologica del coronavirus SARS-CoV-2, sono addentrati nel linguaggio comune termini precedentemente usati solo dagli scienziati come: "coronavirus" "periodo d'incubazione" o "vettore d'infezione". Tuttavia, il più importante a lungo andare potrebbe essere "zoonosi" nonché le malattie di origine animale. La malattia COVID19 a quanto sembrerebbe, è una delle ultime malattie infettive a rapida diffusione di origine animale. 
 
Tra circa 1400 patogeni conosciuti dalla medicina moderna, circa 800 sono di origine animale. Tra le più conosciute e gravi abbiamo il COVID19, l'influenza avaria e suina, ed addirittura l'Ebola. 

A causa dei tanti animali ammassati e l'altissima intensità della produzione, i virus hanno trovato negli allevamenti intensivi un luogo fantastico per prosperare e riprodursi. 

                                                                Immagine polli
 
Ad oggi le infezioni causate dagli agenti antimicrobici causano 50.000 morti all'anno. Un rapporto redatto dalle autorità britanniche, prevede che se la situazione rimarrà invariata, 300 milioni di persone nel mondo moriranno prematuramente a causa della resistenza agli antibiotici entro il 2050. 

Come si legge in un recente rapporto per l’Organizzazione Mondiale della Sanità:

«Se è vero che “il passato è un prologo” allora c’è un pericolo molto reale di una pandemia in rapida progressione, altamente letale, causata da un agente patogeno respiratorio che ucciderà tra i 50 e gli 80 milioni di persone e in un colpo solo quasi il 5 per cento dell’economia mondiale. Una pandemia di queste proporzioni sarebbe un disastro, causando il caos diffuso, l’instabilità e l’insicurezza. Il mondo non è preparato per questo».





L'inquinamento provocato dagli allevamenti intensivi

 Gli allevamenti intensivi oltre ad essere dannosi per l'uomo, sono molto più dannosi per l'ambiente.

Ma vediamo il perché:

L'allevamento intensivo è una delle principali cause di inquinamento mondiale, infatti l'allevamento, secondo i dati della FAO, produce il 14,5% dei gas serra mondiale. La produzione di carne in modo intensivo libera gas serra lunghi quanto la catena di produzione. Le zone di coltivazioni destinate all'alimentazione di animali libera dei gas stoccati precedentemente nel suolo e nelle vegetazioni, inoltre la fabbricazione di sintesi per gli allevamenti intensivi fa uso di energie fossili che si trasformano in CO2.

Ma l'anidride carbonica non è il principale problema, poiché l'allevamento produce anche il 37% e il 65% di metano e protossido di azoto mondiali (a causa del processo di digestione dei bovini e la decomposizione del letame).                     Questi due gas sono più inquinanti dell'anidride carbonica.


                                                                               Allevamento intensivo

giovedì 4 maggio 2023

Superbatteri Resistenti agli antibiotici

 Uno dei problemi degli allevamenti intensivi è che a causa dell'uso non dosato di antibiotici e ormoni non è raro che si creino patogeni resistenti alle normali medicine e antibiotici. Ma cos'è un batterio resistente agli antibiotici? E in che modo questi si  creano a causa di questi allevamenti? 

I super batteri sono una tipologia di batterio la quale è capace di resistere agli antibiotici, loro sarebbero infatti capaci di procurare all'uomo infezioni gravemente difficili da curare. 



                                                                 Corriere della sera: superbatteri

L'uso eccessivo degli antibiotici nell'allevamento intensivo contribuisce saldamente alla creazione di patogeni resistenti agli antibiotici. Infatti in questi, gli antibiotici vengono somministrati per garantire all'animale una vita salutare, per evitare infezioni e favorirne la crescita, ed aumentare anche non di molto la qualità del prodotto finale. Però questi vengono somministrati anche quando l'animale non ne ha il bisogno: ciò comporta ad un ambiente in cui i batteri antibiotico resistenti possono vivere, prosperare e riprodursi. Creando così un alto rischio a livello salutare per l'essere umano.